Eric Moussambani, la wild-card che stupì a Sydney 2000 nel nuoto

Eric Moussambani non si conquistò mai un posto nell’albo d’oro dei 100 metri di nuoto, specialità in cui l’atleta della Guinea Equatoriale si presentò ai Giochi Olimpici di Sidney 2000. Acquisito il pass olimpico in virtù di una wild-card ad hoc per facilitare la presenza alle competizioni anche di quegli atleti che altrimenti avrebbero potuto guardarle in tv, si presentò ai blocchi di partenza nella batteria assieme ad altri due nuotatori che si erano garantiti il pass in maniera facilitata.

Ma entrambi gli avversari, Karim Bare del Niger e Farkhod Oripov Tajikistan, anticiparono la partenza e vennero immediatamente squalificati. Per Eric, che veniva da un paese iscritto nell’elenco dei meno democratici al mondo per via di una dittatura, la scena olimpica era apparecchiata.

Risalì sul blocco, si sistemò gli occhialini ed allo start si tuffò con nonchalance in acqua: registrò il peggior tempo della storia delle Olimpiadi nei 100 metri stile libero, 1′ 52” 72 centesimi, quando il record mondiale era fissato in 48′ 30″.

Uscito dalla vasca, venne subito intervistato e dichiarò che “Gli ultimi 15 metri erano stati molto difficili”, lasciando intendere che aveva quasi rischiato di affogare. Era infatti la prima volta che dovette affrontare  in carriera una vasca lunga 50 metri perchè la speranza olimpica era iniziata solo otto mesi prima!

Al rientro al Villaggio Olimpico si godette i 15 minuti di gloria, salutato dagli altri atleti mentre fuori dalla camera in cui alloggiava era stato esposto uno striscione che recitava “Eric il nuotatore vive qui”.

La star dei Giochi, l’australiano Ian Thorpe, parlò di vero spirito olimpico, parole che non trovarono l’apprezzamento del numero uno del CIO Jacques Rogge che espresse l’intenzione di stoppare ogni eventuale progetto di future wildcards, perchè “vogliamo evitare quello che è successo in piscina a Sydney; il pubblico ama queste cose, ma a me non piacciono”.

Moussambani provò a presentarsi anche ad Atene 2004, ma un problema relativo al permesso di soggiorno gli negò il visto, sebbene avesse ampiamente migliorato  il suo primato personale, dato che era sceso sotto i 57 secondi.

Esauriti i sogni olimpici,  si trasferì in Santa Cruz de Mudela diventando maestro di nuoto per bambini. Nel marzo 2012 venne nominato allenatore della squadra nazionale del suo paese.

L’azienda di costumi da bagno Speedo gli offrì un contratto che Moussambani firmò, sebbene fosse totalmente ignaro di ciò che proponesse l’accordo. Infatti qualche mese dopo affermò che gli avevano promesso di potersi allenare in Florida, ma che nessuno si era messo in contatto. Parlò di inganno, poichè il testo era totalmente scritto in inglese, lingua che il nuotatore africano non conosceva per nulla.

“La cosa più importante alle Olimpiadi non è vincere ma partecipare, la cosa essenziale nella vita non è conquistare ma lottare con onore” – Barone Pierre de Coubertin, fondatore del CIO e padre dei Giochi Olimpici moderni.

Davide Bernasconi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.