Donato Sabia, il talento azzurro degli 800 mt fermato dalla sfortuna

Donato Sabia è stato uno dei più grandi talenti dell’atletica leggera italiana e che solo la sfortuna, diversi gli infortuni ai tendini, riuscì ad interrompere la carriera. Nato a Potenza l’ 11 settembre 1963, era uno specialista nella distanza degli 800 metri, tanto da conquistare due volte la finale ai Giochi Olimpici 1984 (5°) ed 1988 (7°).

Con il tempo di 1:43:88 vanta tuttora la terza miglior posizione italiana di tutti i tempi sugli 800 metri piani, dietro solo al primatista italiano Marcello Fiasconaro ed Andrea Longo, quarta prestazione nella lista italiana di tutti i tempi della stessa specialità poiché preceduto anche da un secondo tempo di Longo.

Pur essendo specialista del doppio giro di pista, Sabia vanta la undicesima prestazione italiana all-time sui 400 metri piani con il tempo di 45:73. Vantava anche, fino al 5 febbraio 2013, di un curioso record del mondo.

L’atleta potentino era detentore della migliore prestazione mondiale di sempre sulla non ufficiale e poco praticata distanza dei 500 metri, con 1’00″08, stabilita il 26 maggio 1984 a Busto Arsizio, tempo migliorato da Orestes Rodríguez a La Habana (Cuba) con 59″32.

Ha vinto la medaglia d’oro ai campionati europei indoor a Goteborg (Svezia) nel 1984

L’impegno di Sabia contro il doping

Durante la sua carriera sempre si impegnò nella lotta al doping, seguito da Sandro Donati. In un’intervista anni dopo, al termine della carriera, espresse tutto il suo disappunto per gli sforzi spesso infruttuosi in un ambiente che spesso lo emarginò: “Purtroppo lo sport di alto livello costringe spesso a scendere a compromessi, io ho scelto di non farlo».

Conclusa la carriera, Sabia iniziò quella di tecnico sportivo, purtroppo lontano dall’Italia. Dapprima a Malta nel ’99, dove per tre anni fu tecnico della federazione locale di atletica leggera, accompagnando la delegazione nel 2000 ai Giochi della XXVII Olimpiade di Sydney. Il rientro poi in patria a Potenza, dove tuttora svolge la funzione di tecnico del Club Atletico Potenza, nel quale ha iniziato la sua carriera sportiva, affiancando Antonio Laguardia, tecnico federale, responsabile del settore velocità a livello nazionale.

Donato Sabia e lo sciopero della 4×400

Arena di Milano, terza giornata dei campionati italiani assoluti; è una calda sera di agosto e le gare sono preparatorie per le Olimpiadi di Seul, che si terranno nella seconda metà del mese di settembre. Ma ad un certo punto il programma si inceppa. Vogliamo leggere un comunicato dice Donato Sabia allo speaker. Non si può, risponde il funzionario federale, indicando la necessità di richiedere l’ autorizzazione.

Ma il contrasto era figlio di una situazione insolita: se i giochi olimpici prevedono che i migliori possano partecipare, tenendo alta la bandiera della propria nazionale, per i ragazzi della 4×400 il viaggio coreano pare una “Mission Impossible”. La lite fra il presidente del Coni Gattai e quello della Fidal Nebiolo che voleva a tutti costi mandare la 4×400 alle Olimpiadi coreane.

Ma Sabia si erge a capoclan, la staffetta d’altronde vanta il sesto tempo mondiale della stagione, ma Seul la vedranno solo con il binocolo. Allora Donato Sabia, titolare del posto in squadra per gli 800 metri, nonchè leader del gruppo, allenato da Sandro Donati dopo aver preso carta e penna, legge il seguente testo: I finalisti della gara dei 400 hanno deciso all’ unanimità di rinunciare a correre in segno di protesta contro la decisione che ha escluso la staffetta 4 per 400 dalla meritata partecipazione ai Giochi olimpici. Fine del testo. Sabia, Cardone, D’ Amico, Pinna, Petrella, Montanari, Micheli e Pantone si rivestono e lasciano il campo. Comincia così il primo sciopero dell’ atletica italiana.

Donato Sabia: aggiornamenti coronavirus

Purtroppo l’ex atleta azzurro è stato vittima dell’epidemia nota con il nome di Coronavirus, Covid 19 così conosciuta in medicina, nel marzo 2020, determinandone il suo ricovero immediato presso una struttura ospedaliera in Basilicata.  Dapprima il decesso del padre dell’ex ottocentista, 80enne, deceduto a causa del virus. Poi, nella mattinata di mercoledì 8 aprile 2020 la triste notizia, con il decesso del povero Donato, ricoverato da giorni in terapia intensiva presso l’ospedale di Potenza.

Il record di Donato Sabia sugli 800 metri

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