Come diventare procuratore di calciatori

Come entrare nel mondo del calcio diventando procuratore di calciatori: una professione sotto i riflettori in questi giorni per le vicende legate alla fiscalità. Le norme, i costi, il regolamento, le modifiche dal 1° aprile 2015.

La figura dell’Agente Fifa, oggi denominato Procuratore sportivo, nasce nel 2001 con il compito di regolamentare le diversi fasi del trasferimento dei calciatori da una società ad un’altra.

Il Procuratore è identificato in quel soggetto che, professionalmente o occasionalmente, rappresenta o assiste una società sportiva o un calciatore, in virtù di uno specifico rapporto contrattuale.
Dal 1° Aprile 2015 è stato abolito il divieto del doppio mandato, cioè l’intermediario adesso può assistere sia la società che il giocatore nel corso della medesima trattativa.

Il Procuratore sportivo è dunque un manager, iscritto nel registro tenuto dalla FIGC, ma nello stesso tempo è anche il legale dello sportivo. Lo rappresenta per l’intera durata del contratto ma non può firmare in nome e per conto dell’atleta (mandato senza rappresentanza) che rimane  l’unico a poter apporre la firma in calce ad un contratto.

Esiste in Italia l’A.I.A.C.S. (Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società) che è un’associazione senza scopo di lucro, con proprio statuto, nata per regolare sul piano giuridico la figura dell’Agente di Calciatori; l’ A.I.A.C.S. ha la propria sede centrale a Milano.

Impossibilitati a svolgere l’attività di Procuratore sportivo sono i tesserati della FIGC, i dirigenti, i calciatori o tecnici, e comunque tutti coloro che ricoprano cariche o abbiano rapporti professionali o di qualsiasi altro genere nell’ambito della FIGC.

Per le violazioni commesse dai Procuratori è competente a giudicare in primo grado la Commissione Procuratori sportivi ed avverso le decisioni di quest’ultima, i Procuratori possono proporre ricorso alla Corte Federale di Appello che decide in via definitiva.

Cosa è cambiato dal 1°Aprile 2015?

• Il ‘vecchio’ Agente Fifa cambia denominazione diventando Procuratore sportivo.
• Per esercitare l’attività di procuratore sportivo non si dovrà più sostenere il concorso con esame di abilitazione finale a Roma, ma è sufficiente inviare un’autodichiarazione alla FIGC in cui si attesta di essere in possesso dei seguenti requisiti come richiesto dal Regolamento per l’esercizio dell’attività:

‐ di essere legalmente residente in Italia;
‐ di godere dei diritti civili e non essere stato dichiarato interdetto, inabilitato, fallito;
‐ di non avere riportato condanne definitive per il reato di frode sportiva di cui alla legge 401/1989 ovvero per delitti non colposi puniti con la pena edittale della reclusione superiore, nel massimo, a cinque anni;
‐ di non avere riportato nell’ambito dell’ordinamento sportivo la sanzione della preclusione;
‐di non trovarsi in nessuna situazione di incompatibilità prevista dal Regolamento e di non avere procedimenti e/o sanzioni disciplinari in essere nell’ambito della FIGC.

La FIFA in questo modo ha aperto la strada alla più totale liberalizzazione della professione, eliminando qualunque esame e sorta di albo esistente in alcuni paesi, fra i quali l’Italia.

Quanto si guadagna a fare il procuratore di calciatori ?

Il guadagno di un procuratore varia generalmente tra il 4% e il 10% dello stipendio del calciatore. Nel caso che il contratto del giocatore preveda anche la cessione dell’immagine, la percentuale può salire fino al 15% sull’ammontare lordo. E’ invece prevista la gratuità del rapporto di collaborazione in caso in cui il calciatore sottoscriva un contratto avente come retribuzione il minimo federale (42mila circa, 21mila se minore di 19 anni).

Al momento la stima indica in circa 1500 i procuratori esistenti sul territorio italiano, una crescita enorme avvenuta negli ultimi cinque anni quando non raggiungevano la cifra di 500 persone addette alla funzione.

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