Debuttare lontano da casa: i records più curiosi

Debuttare di fronte ai propri tifosi costituisce uno stimolo forte per un calciatore. Ma può capitare che, con i calendari fitti di impegni (finanziari), si debba giocare lontano da casa per qualche trofeo in palio, come ad esempio per la Supercoppa Italiana, ormai latitante dalla Penisola da qualche anno.

In Internet è facile sbizzarrirsi alla ricerca delle prime partite di alcuni calciatori che non hanno potuto salutare parenti e fidanzate (o mogli) sugli spalti indossando la nuova maglia.

Ad esempio Federico Fazio debuttò (settembre 2014) con il Tottenham Hotspurs allo stadio del Partizan a Belgrado, nel primo match del girone di Europa League ad appena 1,700km da White Hart Lane.

Fra i globetrotters del calcio Fazio è in buona compagnia: Conor Coady giocò con la maglia del Liverpool contro l’Anzhi Makhachkala (ex squadra di Eto’o) nel 2012 a ben 4,589km da Anfield.

Ma è in Australia che i primati vengono stabilità con più facilità, causa l’ampiezza dell’isola dei canguri. Nella scorsa stagione calcistica, molti giocatori iniziarono con la nuova squadra dovendo scendere in campo a Wellington, dopo essere partiti da Perth, con una viaggio pari a ben 5,255km !!

Torniamo in Italia, e come anticipato, è lo spostamento della Supercoppa a far stabilire, nel 2012, il primato di 8.197km da Torino, sede della Juventus, di Asamoah e Lucio che debuttarono con i bianconeri nel match contro il Napoli.

Vogliamo esagerare? Paul Rachubka debuttò per il Manchester United di Sir Alex Ferguson nel Mondiale per Club del 2000. Ebbene, il debuttante giocò nel mitico Maracanà a 9,309.8km dall’Old Trafford.

Ma il record del Giro del Mondo appartiene al brasiliano Aloísio José da Silva  che indossò per la prima volta  la maglia del San Paolo nella semifinale, sempre del Mondiale per Clubs, edizione 2005 contro gli arabi dell’Al-Ittihad a Tokyo per una distanza pari a circa 18.500km!!

La cosa curiosa è che il San Paolo venne ammesso in qualità di vincitore della Coppa Libertadores, trofeo alzato al cielo dopo il doppio confronto con l’Atlético Paranaense, il club in cui Aloisio aveva giocato la sfida tutta brasiliana.

Nel successivo calciomercato, il San Paolo, operando la campagna di rafforzamento, aveva pensato bene di acquisire le prestazioni dell’attaccante che fece appunto il debutto transoceanico, vincendo poi contro il Liverpool nella finalissima.

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