Curiosità della storia dei Mondiali di calcio

Il primo mondiale della storia, nel 1930 in Uruguay, fu l’unico a disputarsi in un’unica città, Montevideo. Nel 1966 invece, una nazionale, l’Inghilterra, paese ospitante, fu l’unica (tuttora) a disputare tutti e 6 gli incontri della fase finale in unico stadio, il tempio del calcio Wembley.

Il primo calciatore espulso in una partita dei Mondiali fu il peruviano Plácido Galindo, che nella sconfitta per 3-1 contro la Romania, nel 1930, venne allontanato dal campo. Il primo invece ad essere sanzionato con i cartellini giallo e rosso fu il cileno Carlos Caszely nel Mondiale di Germania del 1974.

I numeri sulle casacche apparvero soltanto in occasione dei Mondiali di Svizzera nel 1954.

Sempre nell’edizione elvetica, vi fu la prima coppia di fratelli ad alzare al cielo la Coppa del Mondo: i tedeschi Fritz e Ottmar Walter. L’evento si ripeterà solo nel 1966 con Bobby e Jacky Charlton in Inghilterra.

Nel Mondiale del Cile nel 1962, la Spagna si presentò ai nastri di partenza con quattro giocatori di nazionalità differente da quella iberica: Alfredo Di Stéfano (argentino), Eulogio Martínez (paraguaiano), Ferenc Puskas (ungherese) e José Emilio Santamaría (uruguagio).

Nel primo dei due Mondiali italiani, nel 1934, gli azzurri presentarono in campo i primi oriundi della storia del calcio: Luis Monti, Raimundo Orsi, Enrico Guaita e Attilio Demaría infatti erano nati in Argentina, con ovvie discendenze italiche, una moda ormai ampiamente sviluppata nel calcio moderno.

Davide Bernasconi

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