Cos’è il coccodrillo nel calcio

Pur di non subire goal, gli allenatori si inventano di tutto. Cos’è il coccodrillo quando c’è un calcio di punizione. Quando è nato e a cosa serve.

L’evoluzione del gioco del calcio non sembra mai aver fine, considerando che le caratteristiche fisiche e tecniche dei calciatori cambiano nelle diverse epoche.

Tecniche di allenamento che si modificano e si sviluppano, puntando su un gioco maggiormente atletico, hanno portato anche al cambiamento delle regole oltre che del pallone, sempre più leggero e soprattutto in grado di assumere traiettorie spesso indefinite, mettendo a dura prova le abilità dei portieri.

Il calcio di punizione è uno di quei momenti del gioco che porta spesso tante emozioni, con la trepidazione iniziale, quando viene fischiato il fallo di gioco, fino al momento che, una volta sistemata la barriera, il calciatore incaricato del tiro prende la rincorsa e colpisce la sfera in direzione della porta.

Siccome la gran parte dei migliori tiratori indirizza la sfera al di sopra della barriera, ecco che saltare più in alto possibile diventa il modo migliore per contrastare l’offensiva. C’è un ma.

 

Dato che tutti ormai saltavano, manco fosse una gara di atletica leggera, uno dei talenti indiscussi del pallone, Leo Messi, decise di specializzarsi nel tiro rasoterra, proprio al di sotto degli uomini schierati a difesa della porta, sfruttando quel breve momento di suspense in cui le persone saltano.

Come rispondere a questa geniale invenzione? Semplice, schierare un calciatore dietro la barriera che, sdraiandosi per terra, evita che il pallone passi indisturbato. 

Ecco la definizione di coccodrillo, siccome l’atleta chiamato a sacrificarsi, si distende per tutta la sua altezza, coprendo la maggior parte di terreno possibile.

Ovviamente, proteggendosi il capo con le braccia, ma senza offrire il volto alla direzione di tiro in quanto, la violenza con cui viene colpito il pallone, lo renderebbe un proiettile e se, colpite le mani o le braccia, il direttore di gara sarebbe costretto a fischiare, in base alla parte di campo in cui avviene il fallo, un ulteriore calcio di punizione o, peggio ancora, un rigore.

Si può fare il coccodrillo?

Il dubbio, nel chi non segue il calcio, è se sia regolare sdraiarsi a terra  a gioco fermo. In realtà non esiste una regola che lo vieti, in quanto il regolamento parla unicamente di uniformi e calzature. Per esempio, se un atleta si togliesse una scarpa e la tirasse in direzione del pallone o di un avversario, sarebbe punito con un calcio di punizione ed ammonito per comportamento antisportivo.

Pertanto, non c’è nulla da temere: mettersi sull’erba è regolare e chiunque può farlo, stando unicamente attento a non farsi male.

Quando il coccodrillo non funziona: video

 

 

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