Cosa succede con un’invasione di campo

Quando il tifo supera ogni limite accettabile, può trasformarsi in violenza, verbale o fisica. E se qualcuno perde la testa, e spesso lo vediamo anche semplicemente guardando la partita in tv, potrebbe aver voglia di volersi fare un giretto sul terreno di gioco per andarle a dirne quattro in faccia all’arbitro, all’avversario che ha appena segnato un goal od anche ad un proprio atleta, reo, secondo la testa del tifoso scatenato, di non aver messo troppo impegno fino a quel momento.

Ma cosa succede allora se, in una partita di calcio, avviene l’invasione di uno o più tifosi? L’arbitro cosa deve fare?

Terminare il match, andare negli spogliatoi fino a che la situazione non si sia calmata oppure lasciare fare alle forze dell’ordine fino a che non venga ripristinata la situazione?

A tutte queste domande, risponde la guida pratica dell’AIA (associazione italiana arbitri), indica

Come dovrà comportarsi l’arbitro se, con il pallone in gioco, un oggetto viene lanciato sul terreno di gioco dal pubblico oppure una persona diversa da quelle indicate negli elenchi entra nel recinto o sul terreno di gioco?

La presenza di un “corpo estraneo” (persona, animale, oggetto) non determina di per sé l’obbligo di interrompere immediatamente il gioco, se non quando gli stessi rechino intralcio o turbativa allo svolgimento della gara. Se l’arbitro interrompe il gioco per ripristinare la normalità, dovrà riprenderlo con una propria rimessa, dopo aver fatto allontanare, rivolgendosi al capitano della squadra ospitante, la persona o l’animale oppure aver fatto rimuovere l’oggetto; altrimenti provvederà alla prima interruzione di gioco. Qualora permanessero le condizioni di irregolarità, l’arbitro dovrà astenersi dal far proseguire la gara. Di quanto accaduto dovrà, in ogni caso, far menzione nel rapporto di gara.

Invasione di campo in Italia: regolamento

La Corte di Cassazione, 3° sezione, con la sentenza n. 47258 pubblicata il 17 novembre, ha reso molto più chiaro la norma che entra in funzione nel momento in cui si verifica lo scavalcamento della recinzione e successiva invasione di campo durante una manifestazione sportiva di qualsiasi livello ed interesse. 

L’art. 6 bis comma 2 della legge 401/89 (come modificato dalla legge 41/07) stabilisce che

salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, supera indebitamente una recinzione o separazione dell’impianto ovvero, nel corso delle manifestazioni medesime, invade il terreno di gioco, è punito con l’arresto fino ad un anno e con l’ammenda da 1.000 a 5.000 euro. La pena è della reclusione da sei mesi a quattro ani se dal fatto deriva un ritardo rilevante dell’inizio, l’interruzione o la sospensione definitiva della competizione calcistica.

Per meglio chiarire cosa si intende “nel corso di”, la Cassazione ha voluto specificare che 

l’espressione “nel corso delle manifestazioni sportive” non va riferita alla durata della gara secondo le norme federali sportive, ma estesa allo svolgimento della manifestazione sportiva nella sua interezza che, ovviamente comprende, anche lo spazio temporale successivo al fischio finale da parte del direttore di gara, essendo in ogni caso precluso agli estranei non addetti l’ingresso nel terreno di gioco anche dopo il termine della gara. In altre parole, il momento di cessazione della manifestazione coincide esclusivamente con la fine della manifestazione nella sua interezza comprensiva dell’uscita dei giocatori e della terna arbitrale dall’impianto sportivo.

Non è quindi determinante il momento in cui avviene l’invasione, ma il semplice fatto che avvenga costituisce già un reato.

Invasione di campo in Inghilterra: regolamento

L‘articolo 4 del Football (Offenses) Act 1991 è chiaro. “È reato se una persona in una partita di calcio si reca nell’area di gioco o in un’area adiacente a quella di gioco a cui gli spettatori non sono generalmente ammessi, senza alcuna legittima autorizzazione o motivazione legale (che dovrà essere provata).”

In Inghilterra non c’è pietà per chi interrompe una partita di calcio: il reato porta dritto in carcere ed anche se poi si uscirà ben presto, a meno di non aver compiuto un altro reato, una bella multa non te la leva nessuno.

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Bisogna anche dire che il calcio inglese visse a cavallo degli anni 70/80 un’epoca terribile, dove le bande di hooligans segnavano con il circoletto rosso determinate trasferte per darsele di santa ragione od andare a cercare i tifosi di casa nei pubs che erano soliti frequentare prima del match, per rinfrescarsi la gola con qualche pinta di birra.

Ecco che la mano dura del Governo, in mano alla Signora Thatcher, portò all’autoesclusione dei clubs inglesi dalle coppe europee, per evitare che le orde di hooligans infangassero l’onore britannico.

E per concludere, ecco cosa accadde in occasione della finale degli Europei 2021 durante il match Inghilterra-Italia giocato a Wembley….

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