Come è fatto il pallone di calcio: dimensioni, peso, materiali

Pallone di calcio. Come è fato. Il regolamento. Le forme, dimensioni, peso. Storia del pallone. Evoluzione.

Il pallone di calcio è l’attrezzo principe dello sport più popolare diffuso al mondo. Senza la sfera di cuoio, un tempo, ed oggi realizzato con sofisticate materie plastiche che ne assicurano gli effetti più particolari, non esisterebbe lo sport che fa sognare milioni di appassionati da più di cent’anni, come fans sugli spalti o davanti alla tv, e come  giocatori più o meno giovani che sognano un giorno di segnare il goal decisivo per la vittoria sul prato di San Siro, del Maracanà o anche, accontentandosi, di bucare la porta avversaria nel torneo aziendale del fine settimana.



Pallone di calcio: regolamento

Come recita la Regola 2 del regolamento del gioco, il pallone deve avere forma sferica, la cui circonferenza deve essere compresa fra 68/70 centimetri (27-28 pollici) mentre il peso può variare entro il range 410 450 grammi, ovvero 14/16 once.

Il pallone deve essere gonfiato ad un pressione rispetto all’atmosfera compresa tra 0,6 e 1,1 atmosfere al livello del mare, mentre può essere ricoperto, come cita la norma, da cuoio od altro materiale idoneo.

Il pallone di calcio, nel suo formato standard, viene identificato con la misura 5, che presenta i parametri sopra indicati. Altre dimensioni idonee sono il 4, leggermente più piccolo, utilizzato per il gioco del calcio a 5.

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Pallone di calcio: storia

Le dicerie su chi abbia inventato il pallone di calcio sono molteplici come i popoli che ne diffusero il gioco. Dapprima in Egitto si ebbe notizia che alcuni individuarono nel prendere a calcio un oggetto che rotolasse fosse un ottimo modo per sfogarsi, e così si iniziò a prendere bucce di grano, o semplicemente la paglia, per poi avvolgerli con una tela colorata. Poi, ebbero inizio numerose varianti, tanto che nei libri di storia della dinastia cinese dei Ming si vedono scene del gioco del calcio mentre ai tempi dell’Antica Grecia, immagini di Nausicaa e delle sue compagne intente a passarsi una palla fatta con vesciche di bue.



Arrivando ai tempi moderni, ci volle un’invenzione che arrivava dall’Argentina per sviluppare un pallone che non fosse pericoloso se colpito con la testa. Ebbene si, la sfera di cuoio era irregolare per cui chiunque tentasse un colpo con il capo si ritrovava con ferite anche pericolose. Furono tre cittadini di Cordoba a pensare alla soluzione del caso che rivoluzionerà di fatto il gioco. Seduti sugli spalti dell’antico Stadio Olimpico della città, Antonio Tossolini e Juan Valbuena assistevano trepidanti al match della loro squadra del cuore, l’Atletico Belgrano, sotto nel punteggio a pochi minuti dal termine della gara.

Il caso volle che un rimbalzo fortuito fece impennare la sfera in mezzo all’area, dove, solo, si trovava il centravanti nonché amico, Luis Romano Polo che ebbe così l’occasione di impattare per la gioia del pubblico di casa. Ma Polo, conscio del rischio per la sua incolumità, preferì lasciar toccare terra al pallone, evento che permise al portiere avversario di gettarsi fra i piedi dell’attaccante che fu costretto a colpire lateralmente per non farsi parare il tiro, facendo però così che l’azione si spense a bordocampo.

Ma da un insuccesso possono nascere le trovate migliori. Luis Polo voleva riscattarsi in tutti i sensi e si chiuse per una settimana in casa assieme agli amici del cuore, Tossolini, carpentiere e meccanico, e Valbuena, che faceva il commerciante. Il ocmpito era di risolvere la questione dello spago che serviva a cucire il pallone e che diventava pericoloso per lo spessore.

Era l’11 marzo 1931 quando il genio della lampada si accese. Venne creato il primo pallone senza cuciture, che teneva una camera a valvola che si gonfiava a iniezione: era nato il Superball.

Il paese che darà poi i natali a talenti come Di Stefano e Maradona, vedrà il pallone diventare ufficiale nel 1937 mentre la città di Cordoba divenne, merito della forte comunità di artigiani pronti a realizzare 1500 palloni ogni mese, il centro del calcio mondiale dal punto di vista della produzione dell’attrezzatura indispensabile.

Nei Mondiali 1938 in Francia, la FIFA gli darà lo status di pallone ufficiale per la Coppa del Mondo, cambiando così in maniera decisiva le sorti del gioco.



Pallone di calcio: evoluzione

Negli anni 60 arrivano in commercio i primi palloni composti da pelle sintetica per i quali vengono assemblati i celebri 32 esagoni. In quell’epoca per un sarto erano necessarie 3 ore di lavoro per realizzare l’opera. Occorre arrivare agli Europei 2004 del Portogallo per trovare il primo pallone con termosaldatura. Niente più esagoni e pentagoni per realizzare la sfera, ma largo ai designers che potevano comporre il pallone secondo forme geometriche più avvolgenti.

Si passa così dai 14 pannelli per il Teamgeist (Mondiali 2006), 8 per lo Jabulani (Mondiali 2010) ed infine a soltanto 6 per il Brazuca (Mondiali 2014).

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Come capire se un pallone da calcio è buono

Per capire se un pallone da calcio è buono, ci sono alcuni aspetti da considerare. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Materiali di qualità: Controlla i materiali utilizzati nella costruzione del pallone. Un buon pallone da calcio è realizzato con materiali di alta qualità che garantiscono resistenza, durata e un tocco confortevole.
  • Cuciture: Verifica le cuciture del pallone. Un pallone di buona qualità avrà cuciture solide e uniformi che contribuiscono a mantenere la sua forma e a prevenire rotture prematuri.
  • Peso: Assicurati che il pallone abbia il peso corretto rispetto alla sua taglia. Un pallone troppo pesante o troppo leggero potrebbe influenzare la sua giocabilità.
  • Grip e grip superficiale: Prova il pallone tenendolo tra le mani. Una buona presa e una superficie con un giusto grip facilitano il controllo e il dribbling.
  • Rimbalzo: Lascia cadere il pallone da una piccola altezza e osserva il suo rimbalzo. Un buon pallone avrà un rimbalzo coerente e prevedibile.
  • Test del tocco: Prova a calciare il pallone con diversi tipi di calci (piatto, interno, esterno) e valuta come reagisce il pallone al contatto. Un buon pallone dovrebbe offrire una sensazione di contatto confortevole e una buona traiettoria.
  • Certificazioni: Se possibile, verifica se il pallone ha ottenuto certificazioni ufficiali, come l’approvazione FIFA, poiché ciò garantisce una qualità conforme agli standard internazionali.
  • Recensioni e reputazione del marchio: Cerca recensioni online o chiedi consigli ad altre persone per avere un’idea sulla qualità del pallone o del marchio.

Prenditi il tempo per esaminare attentamente il pallone prima di acquistarlo per essere sicuro di avere un prodotto di buona qualità che ti permetterà di goderti il gioco al massimo.

Curiosità

Forse non tutti sanno, ma durante una partita di calcio, nessun giocatore può gridare o chiamare il pallone mentre il gioco è attivo. L’unico giocatore autorizzato dal regolamento a gradire o dire Mia è il portiere. Questo perchè trattasi dell’unico giocatore che può prendere la palla con le mani ed il cui intervento potrebbe rivelarsi rovinoso per un compagno od un avversario.

Se volete saperne di più, ecco la regola spiegata nel dettaglio.

Davide Bernasconi

3 thoughts on “Come è fatto il pallone di calcio: dimensioni, peso, materiali

  1. Bravissimi! Non sapevo nulla sui palloni, ma è una
    storia proprio interessante!!! Lho amata

  2. In realtà i mondiali del 1938 si giocarono
    ancora col pallone a stringhe.

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