Tra gli anni Ottanta e Novanta, la scuola dei portieri inglesi non godeva di grande reputazione internazionale. Tuttavia, nella storia della Premier League spicca una figura che ancora oggi suscita rispetto tra gli appassionati: Tim Flowers.
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Il numero uno del Blackburn dei sogni
Timothy David Flowers nacque il 3 febbraio 1967 a Kenilworth. Debuttò come professionista il giorno del suo 18° compleanno con i Wolverhampton Wanderers, mostrando subito grande affidabilità tra i pali. Nel 1986 passò al Southampton, dove fu il vice di una leggenda come Peter Shilton. Ma la vera svolta arrivò nel 1993, quando il Blackburn Rovers investì quasi due milioni e mezzo di sterline per lui, rendendolo il portiere inglese più caro della storia all’epoca.
Dal trionfo alla caduta
Nel primo anno con la maglia dei Rovers, Flowers sfiorò il titolo, ma fu solo la stagione successiva, quella magica del 1994-95, a consacrarlo nella storia del calcio inglese. Sotto la guida di Kenny Dalglish e con Alan Shearer a trascinare l’attacco, Tim Flowers blindò la difesa conducendo il club a un leggendario trionfo in Premier League, protagonista indiscusso tra i pali. In quelle stagioni fu inserito dai colleghi nella squadra dell’anno della PFA. Il suo mix di autorevolezza e freddezza lo rese uno degli estremi difensori più temuti del campionato.
Il calcio sa essere crudele: solo quattro anni dopo il titolo, il Blackburn retrocesse. Il passaggio dalla gloria al baratro fu traumatico non solo per la piazza, ma anche per Flowers, che tuttavia volle provare nuove sfide firmando per il Leicester City.
Una carriera tra i grandi… e tanta gavetta
Dopo il Blackburn, Flowers vestì la maglia del Leicester, con cui vinse anche una Coppa di Lega, ma venne spesso girato in prestito a club come Stockport County, Coventry City e Manchester City, accumulando la proverbiale esperienza del “viaggiatore dei pali” tipica di molti portieri inglesi.
Con la Nazionale inglese, Flowers fu spesso la riserva di David Seaman, collezionando comunque 11 presenze e facendo parte delle rose per Euro 1996 e il Mondiale 1998, due spedizioni importanti per il calcio britannico ma che si conclusero entrambe amaramente con un’eliminazione dolorosa.
Se all’edizione casalinga degli europei, i figli di Albione si fermarono in semifinale (e videro la Germania trionfare a Wembley), nell’edizione francese della rassegna iridata furono gli eterni rivali dell’Argentina a fermare la compagine inglese già agli ottavi di finale.
Dopo i guanti… la panchina e la passione
Appesi i guantoni al chiodo nel 2003, Tim Flowers ha intrapreso la carriera di allenatore lavorando in diversi staff tecnici e, più recentemente, guidando il modesto Alvechurch FC, nella settima serie inglese. Un percorso forse lontano dai riflettori della Premier, ma testimone della sua passione per il calcio genuino e della voglia di restituire qualcosa a questo sport.
Curiosità
- Alto 1,88 metri, si è sempre distinto per reattività tra i pali.
- In due stagioni consecutive fu eletto nel team dell’anno della Premier League.
- La sua storia rappresenta il sogno e l’incubo di una città intera: l’ascesa trionfale col Blackburn e, poco dopo, la durissima retrocessione.