
Correva l’anno 1980, prima stagione del ritorno dei calciatori stranieri nel campionato italiano e di stelle e stelline ne planarono negli stadi di tutta Italia, un torneo che era sceso di livello nel corso degli Anni 70, testimoniato dalle difficoltà delle compagini tricolori nel superare i turni nelle coppe europee. Non erano rari i casi che già al secondo turno, quindi a fine autunno, il calcio italiano avesse già alzato bandiera bianca e se si fa eccezione per la vittoria della Juventus nella Coppa UEFA 1977, non c’era trippa per gatti.
Ma, come detto, l’estate del 1980, nonostante il primo grosso scandalo del calcioscommesse, aveva salutato il ritorno degli stranieri. Non mancavano i campioni: Prohaska nell’Inter, Bertoni campione del mondo con l’Argentina a Firenze, Krol a Napoli, Brady, che aveva fatto male alla Juventus l’anno prima in Coppa delle Coppe, firma proprio con i bianconeri nonchè Falcao alla Roma.
Ed erano i giallorossi del presidente Dino Viola a poter vantare una rosa di tutto rispetto, pronta a dar battaglie alle big del Nord. La stagione per gli uomini di Liedholm iniziò con un rotondo 3-0 all’Olimpico contro il Carl Zeiss Jena, compagine della Germania Est.
Allora non esisteva Internet, le conoscenze erano limitate e ci si affidava a qualche report degli osservatori che, dopo il sorteggio, avevano al massimo due partite da guardare live per comprendere il gioco e le tattiche avversarie.
Il ritorno si presentava poco più di una passeggiata, visto come venne affrontato dai giallorossi che guardavano già oltre. Ma allora negli Anni 80, il calcio dell’Est era ricco di sorprese: passavi da campi con tribune smart ad ambienti particolari, sentendosi osservati da mille occhi perchè si veniva da Oltrecortina e si era “diversi”.
Fu una tragedia: 4-0, con goal decisivo negli ultimi minuti di gioco, eliminazione subito al primo turno e mesto ritorno in patria. Pensando però al cammino europeo degli orientali, per gli uomini della squadra fondata da un gruppo di operai della celebre fabbrica di occhiali Carl Zeiss, arrivati fino all’atto finale, forse la sconfitta fu meno amara per i romanisti.
Tabellino
CARL ZEISS JENA: Grapenthin, Senserwald, Hoppe, Weise, Kurbjuweit, Schnuphase, Krause (25’st Trocha), Lindemann, Raab, Toepfer (25’st Bielau), Vogel. Allenatore: Meyer.
ROMA: Tancredi, Spinosi, Romano, Turone, Falcao, Amenta (18’st Rocca), Conti (1’st Scarnecchia), Ancelotti, Pruzzo, Bartolomei, Maggiora. Allenatore: Liedholm.
Arbitro: Daina (Svizzera).
RETI: 26’pt Krause, 38’pt Lindemann, 26’st e 42’st Bielau.
Spettatori: 16.000