Il calcio in Italia è un business fondamentale per il PIL, ma non è tutto oro: i dati più recenti

gold-colored trophy and soccerball
Photo by Fauzan Saari

Il calcio in Italia è cosa nota: uno spettacolo nazionalpopolare, sport più amato e praticato del Belpaese. Che ha un impatto tutto suo, al punto da influenzare gli indici del PIL in maniera consistente. Ne è una conferma l’ultimo studio di OpenEconomics, che parla proprio del peso del calcio sull’economia italiana. I dati raccolti prendono in esame la spesa dei 20 club militanti in Serie A nel 2023, pari a circa 3,5 miliardi di euro divisi tra stipendi (49%) e trasporti, materiale tecnico, beni alimentari, abbigliamento (51%).

Una spesa che vale tanto anche in termini di occupazione: 150.000 gli occupati, 2,2 miliardi il gettito fiscale, 8 miliardi di reddito per le famiglie. Un indotto semplicemente fondamentale. I dati sono stati commentati dagli esperti di giochidislots.com, noto blog del settore:

Solo la Serie A produce 2,5 miliardi di euro, con 720 milioni di indotto indiretto: è un fenomeno che non ha eguali nel panorama economico odierno” .

A questo boom contribuisce, ovviamente, anche il betting sportivo:

Il settore delle scommesse fisiche ed online ha raggiunto negli ultimi anni vette spaventosamente alte, finora spalleggiato dal solo ramo delle slot machine online. Ma con un calcio sempre più intrattenimento, è quasi logico ipotizzare lo scenario del prossimo futuro, in cui il betting sarà un fenomeno sempre più di massa e in ascesa perenne

– chiosano.

Insomma tutto è calcio, anche se non è tutto oro quel che luccica: i club di calcio, soprattutto in massima serie, fatturano ma generano anche debiti. Ed è stato così per tutti gli ultimi 22 anni. Una situazione aggravata dalla pandemia recente, che dapprima ha portato ad un incremento della produzione ma anche ridisegnato i costi al rialzo. Negli ultimi tre anni la situazione è cambiata e non sempre in meglio:

C’è inflazione anche nel calcio, con picchi fino al 9%, è ovvio – continuano da giochidislots.com – e ciò produce una flessione dei ricavi e dei costi. Gli indici negativi sono quindi destinati a mantenersi stabili nel tempo.

Ma qual è la situazione dei club? Su questi influiscono anche le sponsorizzazioni: le jersey sponsorship in Serie A al momento fruttano 180 milioni di euro, in calo rispetto ai 230 milioni di un anno fa. Colpa, si fa per dire, di un club come la Juventus che ha detto addio a Jeep e a 45 milioni l’anno. L’Inter, invece, ha stretto un accordo con Betsson, celebre operatore di gioco, per 30 milioni l’anno e 6 milioni invece garantiti dallo sponsor di manica Gate.io ed U-Power. Tre contratti da 41 milioni. Milan e Fiorentina seguono in coda, con la top five chiusa dal Napoli e dai suoi 12 milioni garantiti da MSC.

Intanto cresce la fanbase, del +3,9% rispetto allo scorso campionato: la Juve ha dalla sua gli otto milioni di tifosi, l’Inter 4 ed il Milan 3,8. Segue il Napoli con quasi 3 milioni e la Roma con quasi 2. Ma il club col maggior incremento in un anno è il Bologna dei miracoli di Thiago Motta, con un +47% rispetto al passato.

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