Calcio per amputati: il regolamento dello sport che supera l’handicap

Le guerre nel mondo fanno ogni anno migliaia di morti e di feriti, fra cui gli amputati sono una larga parte. Spesso vittime delle mine antiuomo, uomini e donne perdono arti fondamentali per la vita, costringendoli ad affrontare difficoltà sempre maggiori.

Per fortuna esiste lo sport: le Olimpiadi ed i Mondiali di specialità ( nuoto, atletica, ciclismo per fare degli esempi), permettono a tante persone di mantenere relazioni sociali . Ed il calcio non poteva mancare fra le attività: senza le protesi artificiali, ma utilizzando le stampelle per la deambulazione, i giocatori, 7 per squadra, si affrontano su un campo in erba di 70 x 60 metri con un’area di rigore ridotta e pari a 5 x 2,2 metri. Il portiere, unico giocatore che deve essere privo di un arto superiore, non può mai uscire dalla sua area mentre non esiste la regola del fuorigioco.

Viene utilizzato il normale pallone che può essere passato solo con l’utilizzo dell’arto inferiore presente mentre il tocco di stampella non è ammesso, se non nel caso avvenga in maniera involontaria. I tempi di gioco sono due, da 25 minuti ciascuno.

Davide Bernasconi

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