Scopri la storia di Bob Gansler, il tecnico ungherese-americano che fece una scelta coraggiosa puntando sui giovani universitari per riportare gli Stati Uniti ai Mondiali dopo 40 anni. Un racconto di visione e lungimiranza che ha segnato una tappa fondamentale nella crescita del calcio a stelle e strisce.

Nato in Ungheria il 1° luglio 1941 a Mucsi e di origine tedesca, Robert Gansler emigrò negli anni ’60 negli Stati Uniti per giocare a calcio con i Chicago Mustangs, squadra della United Soccer Association, poi confluita nella NASL. Difensore di ruolo, la sua carriera da giocatore fu breve ma nel 1968 debuttò con la nazionale degli Stati Uniti, collezionando cinque presenze.
Dopo aver appeso le scarpette al chiodo, Gansler intraprese la carriera da allenatore, ricoprendo vari incarichi nella federazione statunitense. Dal 1979 guidò la nazionale Under-19, poi la squadra universitaria di Milwaukee tra il 1984 e il 1988, sovrapponendo quest’ultimo incarico con la guida della nazionale Under-20.
Nel 1989 fu nominato commissario tecnico della nazionale maggiore al posto del tedesco Lothar Osiander, con la sfida di guidare gli USA al Mondiale di Italia 1990, la prima apparizione ai Mondiali per gli “yankees” dopo quella del 1950 in Brasile.
Gansler prese una decisione controversa: scelse per la maggior parte giocatori universitari, escludendo professionisti come Rick Davis o Hugo Pérez. Questa scelta non fu casuale: dal 1985 infatti negli USA non esisteva una competizione ufficiale di club e i professionisti giocavano principalmente in campionati indoor, poco considerati da Gansler per affrontare il calcio europeo o sudamericano. Inoltre, Gansler vedeva in questa rosa il futuro della nazionale, pensando già al Mondiale del 1994, che si sarebbe disputato proprio negli USA.
Gli Stati Uniti furono inseriti nel gruppo A con Italia, Austria e Cecoslovacchia. Nel debutto al Comunale di Firenze arrivò una pesante sconfitta per 1-5 contro i cechi. Al secondo match, allo Stadio Olimpico di Roma contro la nazionale italiana, gli americani disputarono una gara di alto livello, perdendo solo 1-0 grazie a un gol di Giuseppe Giannini e grazie a un eccellente Walter Zenga tra i pali degli azzurri. Negli ultimi incontri gli USA furono sconfitti 2-1 dall’Austria a Firenze, concludendo la competizione.
Gansler lasciò la guida della nazionale nel 1991. Nel 1996 allenò i Milwaukee Rampage nella neonata A-League e dal 1999 passò ai Kansas City Wizards, dove rimase per sette anni. Nel 2007 fu assistente al Toronto FC, dopodiché si ritirò per dedicarsi alla famiglia, composta da quattro figli e undici nipoti. Oggi Gansler ha 84 anni.
Bob Gansler rimane una figura chiave nel calcio statunitense, un tecnico che ha avuto il coraggio di puntare sul vivaio universitario in un momento in cui il calcio professionistico americano era ancora in costruzione. La sua visione lungimirante ha posto le basi per lo sviluppo della nazionale a stelle e strisce nei successivi decenni.