Bernard Hinault: quando un cane tentò di fargli perdere la Roubaix

Probabilmente è giusto dire che Bernard Hinault non era di buon umore mentre si avvicinavano gli ultimi chilometri della Parigi-Roubaix del 1981. Il Tasso, questo il suo soprannome, non era esattamente noto per la sua disposizione allegra di carattere e non era esattamente un fan del famigerato pavé della Francia settentrionale. Per di più, nei precedenti 250 km traballanti era caduto di sella per ben sei volte dopo una serie di incidenti e forature.

Eppure il francese, maltrattato e contuso, aveva combattuto per tornare assieme al gruppo di testa, composto da appena soli sei quando ci si trovava alle prese con l’ultimo tratto di sezione acciottolata finale, che avrebbe probabilmente determinato il vincitore di una delle classiche del ciclismo più infernali. Hinault, alimentato dalla sua furia, era in lacrime. E, a 13 km dalla fine, in questa fase di accelerazione su un tratto sconnesso, fu proprio il caso che volle che un piccolo barboncino nero noto come Gruson fece la sua apparizione sfortunata.

Hinault frenò forte ma colpì il cane e si schiantò a terra. Gruson, forse rendendosi conto di chi avesse abbattuto, fece una delle uscite più acute (e più intelligenti) della storia dello sport. Hinault riprese di nuovo la sua bici e, con la rabbia che gli usciva dalle sue orecchie, si rimise in caccia dei leaders della corsa.

Francesco Moser aveva vinto le tre precedenti edizioni, mentre Roger De Vlaeminck ne aveva vinte quattro prima ancora e aveva con sé il suo compagno di squadra Hennie Kuiper, non certo uno degli ultimi. Ma nessuno poteva negare che Hinault fosse uno dei pretendenti più accesi. Gli riprese infatti molto prima dell’ingresso nel velodromo e riuscì a tenere a bada i suoi rivali per vincere la sua prima e unica Parigi-Roubaix in carriera. “Parigi-Roubaix è una cazzata“, dirà un decisamente più allegro Hinault in seguito.

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