Battaglin mondiale 1979: la truffa di Valkenburg

Poteva essere il Mondiale di Giovanni Battaglin quello del 1979 in Olanda, invece si rivelò la truffa di Valkenburg, la città che ospitò la rassegna iridata che in un giorno ti veste dei colori che porterai per una stagione intera. Eppure, sembrava già scritto, dopo che il giorno prima Giacomini aveva trionfato nella gara dei dilettanti e la nazionale guidata da Alfredo Martini si presentava con i favori del pronostico.

Con una dozzina di uomini che rispondevano ai nomi di Moser, Saronni, Baronchelli, Battaglin, Barone, Amadori, Contini, Landoni, Lualdi, Masciarelli, Mazzantini, Parsani, c’era modo di fare ogni tipo di tattica. La durezza del percorso sfavoriva il Beppe nazionale che era emerso con la vittoria nel Giro d’Italia mentre Moser e Baronchelli parevano i più adatti a scalare per 17 volte il Cauberg.

Poi la corsa, la fanno i corridori e l’attacco sulla cote operata da Saronni fece la prima grossa selezione. Rimangono soltanto in otto, nomi di grido e un pò meno: Raas, Lubberding, Chalmel, Bernaudeau, Thurau, Battaglin, Knudsen e Willems. Ma il bello deve ancora arrivare. Dopo che il padrone di casa l’occhialuto Jaan Raas si è fatto bello per le spinte ricevute in salita dalle migliaia di tifosi accorsi sulle strade per vedere il trionfo Orange, non può che cogliere la palla al balzo.

Sul rettilineo finale accade ciò di più pericoloso che lo sport delle due ruote può offrire: l’olandese volante si sposta prepotentemente da un lato all’altro della carreggiata e fa cadere il nostro povero Battaglin e, mentre i suoi più pericolosi avversari Thurau e Bernaudeau praticamente si ferma, Raas va a vincere da solo in tranquillità.

Per Giovanni Battaglin fu l’ultima occasione della vita in cui la maglia iridata parve così vicina. Non si piazzerà più nei primissimi posti di un Campionato del Mondo ma saprà prendersi le sue soddisfazioni nel 1981, trionfando nel Giro d’Italia e nella Vuelta di Spagna, una cosa impensabile ai giorni nostri.

Il video della volata di Giovanni Battaglin Mondiale 1979, con il commento originale di Adriano De Zan.

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