Atalanta: il simbolo della squadra di Bergamo

Atalanta e Bergamo significa calcio di colore nerazzurro. Ma quale il motivo della scelta storica e letteraria? Il nome della squadra orobica si rifà al personaggio di Atalanta, giovane eroina della mitologia greca, famosa per le suo doti nella caccia. Tale profilo è inserito nello stemma del club.

Tuttavia occorre chiarire un errore che spesso viene compiuto: la squadra viene infatti chiamata con il soprannome di la “Dea”. E’ però un grave errore: Atalanta infatti non era una divinità, bensì una bellissima principessa, figli di Iaso re di Arcadia. E come mai una scelta di tale spessore culturale?

Ispirandosi a tale figura mitologica, il 17 ottobre 1907 viene fondata la squadra, una storia che dura da più di un secolo, da parte di un gruppo di liceali che decide di operare una scissione dalla Giovane Orobia, squadra di Bergamo fondata nel 1901.

Il mito di Dea

Spesso si associa il soprannome di La Dea alla squadra bergamasca quando scende in campo ed i fluenti capelli al vento sono un’immagine appropriata, amata dai tifosi. Ma perchè è fondamentale comprendere la storia di Dea?

Il mito racconta che il padre di Atalanta fosse alla riera spasmodica di un figlio maschio; la sua nascita, fu dunque un evento infausto tanto che venne abbandonata sul monte Pelio. Artemide, una delle 12 divinità dell’Olimpo, decise di inviare un’orsa che le avrebbe fatto da madre. passò del tempo e venne ritrovata da un gruppo di cacciatori che continuarono nel processo di crescita.

Tante furono le avventure in cui si imbattè nel corso della vita, tanto da riuscire a ferire per prima, nel corso di una battuta di caccia, il cinghiale calidonio. Quest’impresa fece nascere nel padre un rimorso, che decise di riconoscerla.

Si mise di mezzo però un oracolo che aveva predetto che, una volta sposata, avrebbe perduto le sue abilità.

Allora Atalanta promise di sposarsi solo con chi l’avesse battuta in una gara di corsa. Per i partecipanti però, non sarebbe stato semplice: la vittoria, e quindi la sposa, oppure la morte, in caso di sconfitta.

Fu Melanione (o Ippomene), forte del suo amore, a volerla sfidare, ma prima chiese aiuto ad Afrodite. La dea trovò un semplice stratagemma: dare tre mele d’oro prese dal Giardino delle Esperidi ed il giovane, durante la corsa, le avrebbe fatte cadere. Atalanta fu attratta dal prezioso dono, ed ogni volta si fermò per raccoglierla, perdendo però il tempo necessario per vincere la corsa.

Celebrato il matrimonio, i due però vennero severamente puniti da Afrodite, che gli scoprì intenti in atteggiamenti amorosi in un tempio dedicato a Cibele. Venero così trasformati in leoni dato che i greci ritenevano che i leoni non si accoppiassero tra loro.

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Nel febbraio 2017  la squadra de L’Aquila Rugby ha introdotto sulle maglie il simbolo della Curva Nord dell’Atalanta. Sulla manica sinistra della divisa del club abruzzese appare infatti il simbolo della tifoseria nerazzurra, oltre al logo storico della società di Bergamo. Marco Molina, dirigente dell’Aquila Rugby, in un’intervista al quotidiano Corriere dello Sport motivò così la scelta: ‘Noi non dimenticheremo mai ciò che gli ultrà dell’Atalanta hanno fatto per noi aquilani. Sono nostri fratelli. Per sempre’.

 

LA terza maglia dell'Aquila rugby dedicata alll'Atalanta

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