Il giorno in cui un arbitro inglese inventò il fuorigioco passivo

Il regolamento del calcio ha subito innumerevoli modifiche nel corso degli ultimi decenni e la regola del fuorigioco ne ha fatto spesso le conseguenze, modificando comportamenti in campo dei giocatori e complicando non poco la vita agli arbitri.

Ma quello che avvenne nel corso della stagione 1970/71 ha dell’incredibile, vista l’anticipazione della norma relativa al fuorigioco attivo/passivo. Era uno degli ultimi matches del torneo inglese ed il Leeds, sul terreno di Elland Road, ospitava il West Bromwich Albion. I padroni di casa erano in lotta per il titolo con l’Arsenal e le tre partite mancanti, incluso lo scontro diretto, erano decisive in toto.

Ma The Peacocks (questo il soprannome affibbiato al club), in quel pomeriggio primaverile, subirono una vera e propria ingiustizia, considerando il regolamento allora in essere. Sul punteggio di 1-1,  la squadra ospite si portò in vantaggio con Jeff Astle, che seppe realizzare su azione di contropiede mentre il guardalinee continuava a sventolare la posizione di fuorigioco di partenze.

Insomma, cosa era successo e cosa aveva deciso l’arbitro?

Semplicemente, il direttore di gara Ray Tinkler aveva ignorato il richiamo del suo collaboratore, ritenendo che Colin Suggett, pur nettamente avanti rispetto al penultimo difensore, non stesse interferendo con l’azione.

Lasciò dunque proseguire l’azione e sul tap-in Astle depositò in rete la sfera del 2-1, poi risultato finale e decisivo per il titolo. Scoppiò il finimondo. Un parapiglia a metà campo vide coinvolti i giocatori di entrambe le fazioni, mentre il signor Tinkler venne preso d’assalto dai furiosi uomini del Leeds.

Il Leeds perse così sul finale di torneo la possibilità di aggiudicarsi il titolo, nonostante fosse andato a vincere in casa dell’Arsenal. Il distacco non venne più colmato ed i Gunners poterono festeggiare il successo in campionato con un sol punto di vantaggio.

Il Leeds si consolerà con la vittoria in Coppa delle Fiere, superando nel doppio incontro la Juventus (2-2 a Torino e 1-1 in casa).

Anni dopo il quotidiano the Guardian intervisterà Tinkler, che mantenne fede al suo parere, ritenendosi ancora nel giusto. A giustificazione del comportamento, imputò il fatto che la posizione di fuorigioco era totalmente ininfluente nel proseguo dell’azione. Peccato che i giocatori del Leeds vennero tratti in inganno, fermandosi in mezzo al campo mentre gli avversari si lanciarono verso la porta.

L’ex fischiettio citò anche di aver temuto per l’incolumità, accerchiato da giocatori e dirigenti e, senza citare il nome della persona, riportò che qualcuno gli disse: “oggi ci costi un sacco di soldi”, additandolo così responsabile della sconfitta nel torneo.

Non mancarono le squalifiche che furono decisamente pesanti: nella stagione successiva, il Leeds dovette disputare in campo neutro le prima quattro partite del torneo, dato che incidenti si erano scatenati anche sugli spalti, con alcuni tentativi di invasione di campo.

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