Allenatori: quanto è importante aver fatto il calciatore

Da un’analisi del passato degli allenatori che attualmente si siedono sulle panchine della Serie A italiana, appare come aver avuto un passato da calciatore ai massimi livelli sia il passaggio (quasi) necessario per svolgere la professione di tecnico. Tornando con la memoria al passato, rimane impresso il palmares conquistato da Arrigo Sacchi che  mai indossò gli scarpini su un campo professionistico, avendo lavorando nell’azienda di famiglia o di Josè Mourinho, visto che prima di diventare Special One calcò i campi della Serie C portoghese in un club allenato dal padre.

Tornando alla Serie A 2015-16, su 20 allenatori, ben 17 hanno avuto un passato da calciatore più o meno importante: si passa da Mihajlovic a Paulo Sousa, che hanno alzato al cielo almeno una Coppa dei Campioni, attraverso Maran e Giampaolo (al massimo solo B) per finire con i tre tecnici che non vantano un pedigree da calciatore professionista.

Maurizio Sarri ha svolto la professione di bancario anche durante i primi passi nel mondo del calcio, lavorando presso il gruppo Montepaschi svolgendo finanza interbancaria. In realtà fu calciatore, ma toccò al massimo la Serie D con il Figline, compagine toscana, sua terra d’origine nonostante sia nato a Napoli dove suo padre lavorava per l’Italsider.

Fabrizio Castori dovette abbandonare ben presto ogni sogno di calciatore dovendo, come dichiarò anni fa,  “pensare prima di tutto alla mia famiglia”. Il tecnico degli emiliani lavorò infatti come programmatore informatico, poi ragioniere in un calzaturificio, ed infine commerciante in proprio di scarpe e pelletteria, diventando allenatore per caso quando fu chiamato a 26 anni da una squadra di Seconda Categoria con l’obiettivo, poi raggiunto, di portarla alla salvezza. Da quel momento ben 7 promozioni nel corso della sua carriera.

Per Giampiero Ventura, natali a Genova, figlio di operai (suo padre lavorava all’Italsider del capoluogo ligure) la professione di tecnico è iniziata già all’età di 26 anni, portandolo a peregrinare lungo tutta l’Italia. A tal proposito anni fa dichiarò : “se avessi avuto l’opportunità offerta adesso a tanti giovani allenatori, avrei fatto meno gavetta”.

squadra allenatore serie squadra trofei
Atalanta Reja A Palermo 1 Serie B
Bologna Donadoni A Milan 6 S, 3 CC, 2 CI,
Carpi Castori mai
Chievo Maran B Chievo
Empoli Giampaolo B Fidelis Andria
Fiorentina Paulo Sousa A Juventus,Borussia Dortmund 1 S, 2 CL, 1 CI
Frosinone Stellone A Napoli, Torino, Reggina
Genoa Gasperini A Pescara
Inter Mancini A Sampdoria, Lazio 2 S, 2 CdC, 1 SU
Juve Allegri A Cagliari, Pescara
Lazio Pioli A Juventus, Verona 1 S, 1CC, 1 CI, 1SU
Milan Mihajlovic A Roma, Lazio, Sampdoria 2 S, 4CI, 3SI, 1 CC, 1CI, CdC
Napoli Sarri mai
Palermo Schelotto A Boca Juniors 6 CA
Roma Spalletti C Empoli
Sampdoria Montella A Roma, Sampdoria 1 S, 1 SI
Sassuolo Di Francesco A Roma 1S
Torino Ventura mai
Udinese Colantuono A Avellino, Pisa Mitropa Cup
Verona Delneri A Udinese Mitropa Cup

Legenda

S scudetto; CC Coppa Campioni; CI Coppa Intercontinentale; SU Supercoppa Uefa; CdC Coppa delle Coppe; SI Supercoppa Italiana

Davide Bernasconi

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