Alberto Tomba frasi famose

Alberto Tomba è stato lo Sci, non solo a livello italiano ma sul piano mondiale, sia mediatico che sportivo per gli incredibili risultati ottenuti in carriera, lui che non era uno sciatore completa ma che poteva competere soltanto in slalom e giganti, perdendo così nella classifica di Coppa del Mondo non potendo lottare a completa parità con i polivalenti che prendevano punti nelle discipline veloci.

Ma questo non gli ha tolto il sapore del duello, con la stupenda doppietta alle Olimpiadi 1988, medaglia d’oro in slalom gigante e speciale sulle nevi di Calgary.

Arriverà anche la Coppa del Mondo, nel 1995, alzata al cielo in Italia a Bormio. Oltre a 4 Coppe del mondo di specialità in slalom e sempre 4, in gigante.

Saranno complessivamente 50 le sue vittorie (15 in gigante e 35 in slalom), per 88 podi complessivi.

Alberto Tomba frasi famose

Il calcio è stato il mio primo amore. Sì, posso confessarlo liberamente: poi a 14 anni dovetti scegliere e optai per lo sci. Ma mi piace sempre calzare le scarpette bullonate. Quando gli impegni me lo consentono. Sovente vado anche allo stadio. A tifare Bologna, s’intende.

Non c’è nulla che possa regalare le stesse emozioni dello sci. Il bello è quando esci al mattino dopo una nevicata notturna, e sali sulla montagna e vai nella neve fresca. Sei a duemila metri e respiri l’aria pura, sei in mezzo alla natura. Non so dire, ma sento che ogni volta qualcosa mi rinasce dentro.

[Sugli sportivi che si candidano in politica] Io Berlusconi lo capisco ma non capisco i Baresi, Evani e Bordin che vogliono saltare dall’altra parte. So che c’è bisogno d’aiuto, ma io cerco di dare una mano all’Italia con quello che so fare, vincendo.

All’estero un campione come me sarebbe stato osannato, l’Italia mi ha solo criticato. Il risultato è che la gente oggi mi ricorda solo per le cose brutte: la paletta di carabiniere che ho usato per sorpassare a Cortina, il passaporto falsificato, la coppa tirata dal podio, i guai con il fisco.

[«Lo ammetta, Tomba. Di quegli anni d’oro le è rimasta dentro anche molta amarezza. Non soltanto gloria, fama e successo, vero?»] Sì, certo, Perché ho dovuto subire attacchi, tradimenti e critiche non giuste. Perché ce l’avevano con me? Perché ero di Bologna? O perché ero giovane vincente e piaccio alle donne? Guardi, quando penso a Rossi sono felice che lui abbia successo, però non è criticato come lo sono stato io. A volte mi viene in mente Pantani. Ecco, lui è stato vittima di gente che voleva solo sfruttarlo. A me è successo anche un po’ questo, però io sdrammatizzo. Ho un altro carattere e forse aver vissuto molto in montagna fuori dal mondo mi è servito. La mia corazza si è indurita. Tengo molto dentro.

Ho sempre pagato a caro prezzo la mia sincerità, ma sul gradino più alto del podio tira sempre più vento. C’è chi ti ama e chi ti odia, ed ancora oggi non riesco a capire perché davo fastidio.

Per seguire le mie gare si fermava il Paese. Nel febbraio del 1988 hanno addirittura interrotto il Festival di Sanremo per collegarsi in diretta con Calgary, in Canada, dove mi giocavo con la medaglia olimpica nello slalom speciale. E meno male che ho vinto, altrimenti chissà cosa avrebbero detto. Vincevo ed ero costretto a vincere, sempre. E quando la stampa non sapeva più cosa raccontare delle mie vittorie metteva il naso nella mia vita privata.

[«Per conquistare le simpatie del pubblico non basta essere un campione. Qual è stato il suo valore aggiunto?»] Piacevo perché festeggiavo anche la sconfitta.

Il doping? Nello sci non credo vi sia, perché non c’è bisogno. Beh, mia madre mi faceva le tagliatelle. E ancora oggi mi fa ‘tourtel’ e ‘tourtlon’.

– Giornalista: che cosa c’è nello sci dopo Tomba?
– Tomba: l’oltre Tomba.

Quando c’era la ‘Tombamania’ non c’erano telefonini, selfie…

Voglio fare qualcosa da poter raccontare un giorno ai miei figli.

Fino a 28/30 anni posso continuare su questa strada, vivendo emozioni ed esperienze che non tutti possono fare.

Lo voglio sfidare perché a calcio non sono male. Voglio vedere lui sugli sci… Ecco, Maradona ti sfido!

Sogno di essere noto come il Papa, Reagan, Gorbachov o Stallone. No, forse Stallone in Africa non lo conoscono.

Sono in panchina. Se qualcuno non se la sente, il vecchietto si alza e prende il suo posto.

Continuate a rompermi l’anima con la storia che sono grasso. Ma vi volete rendere conto che l’unico momento in cui ci sarà da preoccuparsi sarà quando mi vedrete magro, sottile.

Ringrazio quel paletto che mi ha picchiato in testa forte poco prima della fine della prima manche. Mi ha dato la sveglia.

E per finire, una delle vittorie più incredibili in carriera di Tomba la Bomba, sulle nevi austriache di Lech.

Davide Bernasconi

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