Il 5 marzo 1936, un’impresa epica ha segnato la storia dello sport europeo: l’austriaco Josef “Sepp” Bradl è diventato il primo uomo a superare i 100 metri nel salto con gli sci in posizione eretta, a Planica, in Slovenia (allora Regno di Jugoslavia).
Indice
Planica, Culla del Volo con gli Sci

Planica, sulle montagne slovene, era già un avamposto per i salti estremi negli anni ’30. La Bloudkova Velikanka, trampolino gigante da K106, fu costruita appositamente per spingere i limiti umani oltre i 99 metri del record mondiale. Il 15 marzo 1936 (data spesso associata al periodo dei 5 marzo per le competizioni primaverili), con 16.000 spettatori, si tenne un evento internazionale che inaugurò il “ski flying”, precursore dei moderni salti volanti. Temperature miti e venti favorevoli crearono condizioni ideali, dopo allenamenti cancellati il 13 marzo per maltempo.
L’Epoca Pre-Olimpica
Nel 1936, l’Europa sportiva era in fermento: le Olimpiadi invernali di Garmisch-Partenkirchen (febbraio) avevano visto dominare la Norvegia nei salti. Planica attirò atleti da Austria, Cecoslovacchia, Svizzera e Jugoslavia, ma i norvegesi – tra cui il campione olimpico Birger Ruud – boicottarono l’evento, protestando per le dimensioni “irregolari” del trampolino oltre lo standard K80. Questo boicottio aprì la strada a Bradl, nato nel 1918 in Baviera, allora diciottenne prodigio austriaco soprannominato “Bubi” (ragazzino).
L’Impresa di Sepp Bradl

Il 14 marzo, durante l’allenamento ufficiale, Ruud toccò 93 metri ma cadde; l’austriaco Albin Novšak atterrò a 75 metri. Il 15 marzo, dopo il giro di prova (dove Bradl saltò 72 metri), arrivarono due round internazionali: Bradl dominò con salti da 77 metri e 78 metri, vincendo l’oro con 213.6 punti davanti a Gregor Höll (208.6). Nel pomeriggio, round non competitivi per record: Bradl volò prima a 88 metri, poi – nell’ultimo salto – atterrò a 101.5 metri, atterraggio perfetto in piedi.
La Tecnica Rivoluzionaria
Bradl usò una posizione V-style embrionale, corpo inclinato con sci paralleli, massimizzando la portanza aerodinamica. Questo superò la barriera psicologica dei 100 metri, impensabile fino ad allora: record precedenti erano 99 metri di Reidar Andersen. La folla esplose; Bradl, alto e slanciato, divenne eroe istantaneo, primo “superstar” degli sport invernali.
Evoluzione dello Sport
Quel salto lanciò l’era del ski flying, con Planica come mecca (record attuali oltre 250 metri). Bradl confermò il primato due anni dopo con 107 metri (1938), vinse Mondiali 1939 a Zakopane (Polonia) e il primo Torneo dei Quattro Trampolini (1953). Partecipò a Olimpiadi 1936, 1952 e 1956, ma fu escluso dal 1948 per servizio nella SA nazista (Sturmbannführer).
Influenza sulle Olimpiadi e Sport di Squadra
Sebbene individuale, ispirò discipline olimpiche europee come salti e combinata nordica. Planica simboleggia l’unità balcanica-alpina nello sport, eco di Olimpiadi (es. Innsbruck 1964/1976). Bradl allenò Austria e Germania post-guerra, formando generazioni. Oggi, la sua statua a Mühlbach am Hochkönig celebra l’eredità salisburghese.
Approfondimenti Consigliati
E nel concludere la storia di oggi, ecco alcuni interessanti spunti per chi volesse approfondire l’argomento.
Libri per Esperti
- “Ski Jumping: The Physics and Technique” di David J. Pendergast: Analisi biomeccanica dei salti estremi, con focus su Bradl.
- “Die Geschichte des Skisports” di Peter Wörndl: Storia austriaca, capitolo dedicato a Planica 1936 (in tedesco, per cultori).