Abedi Pelè, il cognome pesante del talento del Ghana

Abedi Pelé non ebbe la fortuna di vincere tre Mondiali come il più celebre omonimo brasiliano, ma ebbe comunque la possibilità di iniziare ben presto la sua carriera di calciatore. Venne scoperto in occasione di un torneo scolastico e “prelevato” per entrare nelle giovanili del  Real Tamale, nota squadra del Ghana.

Qui il giovane Abedi, nato il 5 novembre 1964, poté ben presto mettersi in mostra, nel ruolo di centrocampista, ed il talento mostrato con il pallone fra i piedi gli valse l’appellativo di Pelè che porterà con sè d’ora in avanti. Nel 1981, la delusione per la finale persa della coppa nazionale persa contro gli Hearts of Oak, venne mitigata dalla convocazione per la rappresentativa nazionale.

Nel 1982, appena compiuta la maggiore età, la prima grande  soddisfazione da atleta: vince la Coppa d’Africa battendo in finale la Libia e comincia a prendere  il volo. Dapprima, dopo un breve passaggio in Benin, firma per un club del Qatar per poi arrivare, una prima volta in Europa, vestendo la maglia dello Zurigo.  Ritorna all’ovile, nelle fila del Real Tamale, ma dopo una sola stagione, ricomincia a peregrinare.

La carriera prende la svolta definitiva nella stagione 1986/87, quando Abedi firma per il club francese del Chamois Niortais e l’anno dopo verso il più blasonato Mulhouse. L’esplosione definitiva arriva nel novembre 1987, quando l’Olympique di Marsiglia mette gli occhi sul talento ghanese ed a 23 anni lo fa debuttare nel massimo torneo francese. Nelle prima due stagioni viene scarsamente utilizzato, così viene ceduto in prestito al Lille, nel 1988.

Marsiglia sarà però ben presto la sua patria calcistica: assieme a Chris Waddle e Jean-Pierre Papin forma un meraviglioso attacco. Grazie alle tre stelle il club del sud della Francia vincerà il titolo nel quadriennio 1989-92, grazie anche ad un roster di tutto rispetto, data la presenza di elementi del calibro di Barthez, Mozer, Deschamps, Papin, Rudi Vöeller, Marcel Desailly, Cantona. Il successo europeo non tarderà ad arrivare: dopo la sconfitta in finale a Bari nel 1991 contro la Stella Rossa Belgrado, sarà il Milan di Fabio Capello a farne le spese nel 1993, grazie ad un rete di testa del difensore Basile Boli, a Monaco di Baviera.

In nazionale era leader indiscusso, e la Coppa d’Africa 1992 in Senegal lo fece salire ad altissimi livelli, tanto che la stampa locale, in occasione di un goal al Congo, non mancò di esaltarlo, avendolo segnato alla maniera di Diego Armando Maradona contro l’Inghilterra. Tuttavia il Ghana, giunto all’atto finale contro la Costa d’Avorio, perse ai rigori per 11-10, ricevendo come consolazione il Pallone d’Oro della manifestazione. La sconfitta, assieme al fatto di non aver mai disputato un Mondiale, rimarranno i suoi crucci maggiori.

La felicità per la vittoria in Champions durerà pochi giorni, fino a quando non venne scoperta una serie di combine in favore dei marsigliesi, che si vide tolto il titolo 1993, oltre a subire la discesa in cadetteria. Inoltre non gli venne concesso di disputare la Coppa Intercontinentale a Tokyo contro il San Paolo, sostituito dal Milan.

Abedi si consolerà poi, con un triennio vincente nel Pallone d’Oro africano, oltre ad essere poi giudicato miglior giocatore del continente del XX secolo.

Dopo la scandalo, lasciò Marsiglia, firmando per il Lione e poi, l’arrivo in Italia con il Torino. Due stagioni eccellenti, purtroppo nel secondo anno la sua classe non riuscì ad evitare la retrocessione dei granata. Nel complesso 49 presenze e 13 reti. Il lento declino lo porterà prima in Germania, con il Monaco 1860 ed infine negli Emirati Arabi con l’Al-Ain, ritirandosi nel 1999 a 35 anni.Abedi Pelè Torino

Smessi i panni da calciatore, Pelè rimane nel mondo del pallone. Fa parte del comitato direttivo della FIFA e dealla CAF, ruolo che gli permette di apparire in occasione dei sorteggi delle manifestazioni. Inoltre ha ricoperto il ruolo di ambasciatore del comitato organizzatore dei Mondiali 2010 in Sudafrica. 

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Proprietario del club del paese natio, il FC Nania, nel 2007 viene condannato ad un anno di squalifica: l’accusa è quella di aver comprato una partita a favore per la promozione nella massima divisione ghanese. All’ultima giornata del quadrangolare finale per l’accesso alla serie A, il Nania era in lotta con il Great Mariners. Occorreva migliorare la differenza reti e non si badò molto ai numeri. Infatti i suoi vinsero per 31-0 (!!!) mentre il Mariners ebbero la meglio per 28-0, fatto che fece scalpore e portò la federazione ad aprire un’inchiesta, terminata appunto con la squalifica dell’ex stella del Ghana.

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