5 luglio 1982 sogno di piena estate

Era il 5 luglio 1982 quando suonava la campana delle 17.15 per un fanciullo di nome Davide che aspettava e trepidava per un match che avrebbe cambiato non la sua vita ma quella di un giovane 26 enne che rispondeva al nome di Paolo e di cognome faceva Rossi, uno dei più diffusi in Italia.

Di contro, mentre si era in vacanza, la campagna di Spagna aveva finalmente dato il primo piacevole si per gli Azzurri di Enzo Bearzot, che qualche giorno prima avevano festeggiato il successo contro l’Argentina campione del mondo in carica e con in campo il fenomeno del secolo, tal Diego Maradona, di cui il fanciullo incrocerà il cammino qualche decennio dopo.

E come per le altre sfide storiche, la vittoria era giunta dopo un primo tempo soporifero, da sperare non marciasse in quanto gli uomini di Bearzot erano per milioni di tifosi carne da macello. Le storie però non sono mai scritte all’inizio ma camminando, e la tragedia greca era tutta da descrivere trovandone curiosi protagonisti.

Nel caldo di Principina a Mare in provincia di Grosseto, Toscana, un appartamento immerso quasi nella pineta segnava la vita di tanti ragazzini, accorsi davanti alla tv in bianco e nera dalle dimensioni minuscole ma sufficienti. 

I sogni non muoiono, ma si rafforzano. 3-2 si va avanti e qualcuno farà la sua storia, la catarsi, quella che Pablito aspettava. Adieu

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