Frasi famose di Walter Zenga

Per raccontare la carriera di Walter Zenga, portiere dell’Inter e della Nazionale, occorre un’enciclopedia viste le imprese ed i titolo conquistati. Il portierone, famoso con l’appellativo di Uomo Ragno, è nato il 28 aprile 1960 e dopo una carriera spesa a difendere i pali in mezza Europa, ha cominciato la carriera di allenatore con alti  e bassi. Le prime esperienze in Sicilia, con con Catania e Palermo, poi alcuni passaggi in est Europa, Serbia e Romania, poi volato nei paesi arabi.

Poi il passaggio ai microfoni Rai come voce tecnica per le partite della nazionale ed infine l’approdo in Serie A nuovamente al Crotone. Ma le parole di Zenga non sono mai mancate, fra gaffe e parole che esprimono il suo amore per i colori nerazzurri.

Le frasi famose di Walter Zenga

Ventidue dei centoquattro anni dell’Inter li ho trascorsi indossando con orgoglio i colori che amo, che ho sempre con me e che mi sono tatuato sul braccio.

[Famosa gaffe] Guardiamoci le spalle e rimbocchiamoci le mani.

[Famosa gaffe] I miei giocatori sono mentalizzati per vincere lo scudetto.

Finalmente un’idea geniale (parlando di Joao Mario come possibile acquisto da parte dell’Inter nell’estate 2016).

Il giorno in cui l’Inter mi chiamerà, potrò pure morire.

Nella mia carriera di allenatore ho sempre preferito non il portiere che fa il miracolo ogni tanto ma chi dà tranquillità sempre. Handanovic ha semplicità e serenità, è efficace, ha presenza e personalità.

[Dopo Atalanta – Inter 2-1 del 26 novembre 1989] Potrei discolparmi per i due gol ma dovrei citare un proverbio cinese che non si può dire in televisione!

[A Enrico Varriale] Preferisco fare le uscite a vuoto che avere a che fare con gente come lei.

[Famosa gaffe] Sì, questa è una delle storie più belle della pagina dell’Inter.

“Speriamo” è un aggettivo che non voglio utilizzare parlando del rientro di Ronaldo.

Niente calcoli, quelli si fanno ad aprile (prima di Benevento-Crotone)

Sono sicuro, gli Azzurri fanno un ottimo risultato oggi…”. (prima di Italia-Svezia play-off per i Mondiali 2018).

“Sono nato interista e morirò interista, orgoglioso di esserlo, è una che non cambia, ciò che ho fatto in ventidue anni di Inter resterà nella storia.

Volevo allenare solo l’Inter – ha aggiunto – è sempre stato il sogno: finora ci sono andato vicino tanto così. Peccato che al Milan abbiano dato possibilità agli ex giocatori e all’Inter mai. Ora penso solo a fare il bene del Crotone, poi vedremo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.